26 marzo 2017

Sr. Teresa Gedda (Macas - Ecuador)

Centenario della morte di Sr. Teresa Gedda nella Comunità Maria Ausiliatrice di Macas – Ecuador (24 marzo 2017)


25 marzo 2017

Primeira Expedição Missionária FMA (14 novembro 1877)

Suor Emilia PIEDRAHITA

Carissime sorelle, il giorno 20 marzo 2017, festa liturgica di San Giuseppe, dalla Casa “Santa Teresina” di São Paulo (Brasile) è stata accolta dal Padre nel Regno della beatitudine infinita la nostra cara sorella missionaria Suor Emilia PIEDRAHITA. Nata a Medellín (Colombia) il 5 marzo 1932. Professa a Acevedo (Colombia) il 5 agosto 1952. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “S. Caterina da Siena” - São Paulo.
Emilia, che al Battesimo ricevete anche il nome di Carmen, visse l’infanzia e l’adolescenza con la sorella Socorro e il fratello Domingo Paulino, circondata dall'affetto dei genitori e dei nonni. Nella sua famiglia l’affetto reciproco era vissuto come dono totale e sincero, aperto ai bisogni dei più poveri, e la gioia sgorgava dall’armonia e dalla bellezza del vivere insieme e, soprattutto, dalla certezza della presenza di Dio.
Frequentò il Collegio “Maria Ausiliatrice” nella sua città e fin dall'inizio sentì la chiamata alla vita missionaria come FMA. Il padre però non era d’accordo perché la considerava troppo giovane per fare una scelta così esigente ed anche perché non voleva perdere quella figlia tanto amata. Tuttavia lei all’età di 16 anni, fiduciosa della chiamata di Gesù, iniziò la formazione religiosa nella festa di S. Giuseppe il 19 marzo 1948. Il 31 gennaio 1950 fu ammessa al Postulato e poi al Noviziato a Acevedo. Nel confronto con la Parola di Dio e con le Costituzioni, Emilia comprese e assimilò le esigenze della sequela di Gesù Cristo e consolidò la sua vocazione missionaria "ad gentes". Il 5 agosto 1952 emise la Professione come FMA.
Nei primi anni fu insegnante e assistente nella casa di Barranquilla, nel Collegio “Maria Auxiliadora” e “S. Juan Bosco” di Medellín e a Concordia mentre continuava la sua formazione salesiana. Fece i voti perpetui il 5 agosto 1958.
Nei primi mesi del 1966, il suo sogno missionario si realizzò. Destinata a Manaus (Brasile), fu assistente nel Patronato “S. Terezinha" e nel Collegio “Maria Auxiliadora”. Nel 1971 passò ad Humaitá e poi a Belém. Nel 1974 fu trasferita all’Ispettoria di São Paolo, a Lorena, per studiare pedagogia nella Facoltà “Teresa d'Avila”. Conseguita la laurea nel 1977, restò in quella casa come insegnante fino al 1985.
Nella casa “Madonna della Strada” alla periferia di São Paolo si dedicò per un anno alla pastorale popolare, poi fu trasferita a Ribeirão Preto dove fu vicaria, insegnante e coordinatrice delle attività socio-educative. Svolse questi stessi incarichi a Guaratinguetá. Suor Emilia era missionaria di speranza e di gioia per tutti, ma come scrisse in risposta ad un questionario nel 1982 specialmente per i più poveri che erano i suoi prediletti.
Dal 1990 al 1992 fu assente dalla casa religiosa per assistere la mamma, poi lavorò fino al 2007 nella casa di S. José dos Campos come coordinatrice della pastorale dei minori dedita alla promozione integrale di bambini e adolescenti. Fu poi per tre anni vicaria a Lorena “S. Teresa”, consigliera e attiva nella pastorale a Santo André dal 2010 al 2016. In quest’ultima casa fu direttrice per un triennio (2013-2016).
Molte persone hanno ammirato la dedizione di suor Emilia, la sua competenza e il suo coinvolgimento come cittadina attiva e responsabile nella società. Era un’educatrice che sapeva ascoltare e comprendere con bontà e, allo stesso tempo, era ferma ed esigente.
In comunità la sua presenza era gentile, fine, discreta ma presente in ogni momento. Era una FMA dalla preghiera radicata nella Parola, nell'Eucaristia e nell’amore a Maria Ausiliatrice. Ha sempre manifestato una speciale devozione alla Beata Laura Vicuña alla quale affidava i bambini, gli adolescenti e le giovani.
Era molto affezionata alla sua famiglia, in particolare alla sorella Socorro, alla nipote Angela, al fratello e ai nipoti, che accompagnava con la preghiera e le visite.
Nei primi anni del 2000, suor Emilia venne colpita dal cancro, ma lo superò. Pochi mesi fa, la malattia tornò con maggiore forza, sorprendendola mentre era direttrice a Santo André. Rendendosi conto della gravità del male, nei primi mesi del 2017 chiese di essere trasferire nella Casa “Santa Teresinha” di São Paulo per avere migliore assistenza medica. Suor Emilia ha vissuto questo tempo di purificazione con docilità alla volontà del Padre e come dono di offerta per le vocazioni e per tutte le persone che si affidavano alla sua preghiera.
Cara suor Emilia, dal Cielo con Gesù e sua Madre, con don Bosco e madre Mazzarello continua ad essere missionaria ottenendo benedizioni e grazie da Dio sull’Ispettoria, sull’Istituto e sulla tua famiglia.
Riposa in pace.

L’Ispettrice
Suor Helena Gesser

Suor Genoveva GARCÍA ORTEGA

Carissime sorelle, il 20 marzo 2017, festa liturgica di S. Giuseppe, nel “Centro Diagnóstico y Medicina Avanzada y de Conferencias Medicas y Telemedicina” (CEDIMAT) a Santo Domingo (Rep. Dominicana), é stata chiamata dal Padre alla Pasqua eterna la nostra cara Suor Genoveva GARCÍA ORTEGA. Nata a Amozoc Puebla (Messico) il 13 maggio 1930. Professa a Coacalco (Messico) il 24 gennaio 1963. Appartenente all’Ispettoria Antillana “San Giuseppe”.
Genoveva nacque in una famiglia benedetta da Dio con cinque figli che, grazie alla buona educazione data dai genitori, respirarono un clima di fede e di valori umani. Frequentò la scuola commerciale, ed era già impiegata in ufficio quando, all’età di 29 anni, chiese di inziare il cammino formativo nella casa di México. Il 31 gennaio 1960 fu ammessa al postulato e visse il noviziato a Coacalco dove fece la professione religiosa il 24 gennaio 1963.
Nella Casa di México “Villa Spem” si dedicò inizialmente allo studio per conseguire l’abilitazione magistrale e per frequentare corsi di lingua spagnola e di matematica. Nella stessa casa fu segretaria fino al 1970. In quell’anno fu nominata direttrice della comunità di Zamora, servizio che svolse con senso di appartenenza e di responsabilità.
A Morelia fu per un anno segretaria della scuola e consigliera locale; dal 1974 al 1976 a Roma nella Casa Generalizia collaborò nell’Ufficio documentazione. Al tempo stesso frequentava corsi di archivistica. Tornata in patria, per due anni lavorò nel “Colegio Civilización” della città di México dando il suo aiuto nell’Economato ispettoriale.
Nel 1978 giunse nell’Ispettoria delle Antille come missionaria. Per i primi due anni fu nella casa di Barahona, da dove svolse un competente servizio di Segretaria del Vescovo. Espresse poi i suoi doni nelle case “Maria Immacolata” e “Maria Ausiliatrice” di Santo Domingo dove fu segretaria della scuola e aiutante nella Segreteria ispettoriale. Chi la conobbe attesta che suor Genoveva era «precisa e ben organizzata. Anche nella sua persona era sempre ordinata e dignitosa nel suo modo di essere».
Dal 1987 al 1996 fu chiamata a lavorare come segretaria della Conferenza Dominicana dei Religiosi (CONDOR) e in seguito per un anno nella casa “María Auxiliadora” di Santurce (Puerto Rico) collaborò nell’economato e nella segreteria della scuola. Nel 1997 a Roma, nella Casa “S. Cuore”, si dedicò a varie attività comunitarie e in modo speciale all’accoglienza delle sorelle del “Progetto Mornese” fino al 2010, compito che svolgeva con dedizione e vera gioia. Tornata nell’Ispettoria Antillana, fu telefonista nella casa “Madre Ersilia Crugnola” di Santo Domingo fino al 2015, poi restò in risposo. Suor Genoveva è ricordata «per le sue doti, specialmente per il suo senso di appartenenza all’Istituto, la rettitudine e generosità nel dono a chiunque avesse bisogno del suo aiuto. Amava molto le sue exallieve e loro le esprimevano gratitudine e affettuose visite».
Verso la fine della vita il carattere di suor Genoveva divenne piuttosto forte e taciturno. Manifestava poco quello che sentiva e anche nella relazione con le consorelle era riservata e discreta. Venne tuttavia sempre circondata di affetto e di apprezzamento per quello che donava alla comunità. Il 12 marzo fu ricoverata all’Ospedale a motivo di una grave polmonite e varie altre complicazioni e il 20 marzo, S. Giuseppe la introdusse serenamente nel Regno dei Cieli. I suoi nipoti scrivono: «Tu ci lasci, ma tu entri nella Casa del Padre, al quale ti sei consacrata per tutta la vita, anima e corpo, in un dono totale. Ora non soffri più e sei immersa nella pace e nella gioia di Dio per sempre».
Cara suor Genoveva, ti ringraziamo per i tuoi 55 anni di vita religiosa. Tu hai tanto amato il Signore ed Egli ora nella sua grande misericordia ti accoglie nella beatitudine eterna. Con il tuo cuore missionario intercedi per i bisogni della Chiesa e per tutte noi perché siamo creative ed audaci nell’evangelizzazione. La Pace di Gesù Risorto sia la tua pace eterna! 

L’Ispettrice
Suor Basilia Ramírez

21 marzo 2017

Suor Odila PIRES DE LIMA

Carissime sorelle, il 10 marzo 2017, dalla casa “Maria Maddalena Mazzone” di Manaus (Brasile), il Signore ha chiamato alla pace eterna la nostra cara Suor Odila PIRES DE LIMA. Nata a Cunha - SP (Brasile) il 14 gennaio 1932. Professa a São Paulo il 6 gennaio 1957. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “S. Teresinha” – Manaus.
Odila era la quarta di sei figli di una famiglia cristiana che ha dato alla Chiesa e all’Istituto FMA due figlie: Odila e Ana. La mamma morì alla nascita dell’ultimo figlio. Dopo alcuni anni il padre passò a seconde nozze e iscrisse le due figlie al “Patronato N. S. de Lourdes” diretto dalle FMA di Guaratinguetá. Ana e Odila in quell’ambiente pervaso dallo spirito di famiglia sentirono la chiamata del Signore.
Nel 1953 Odila entrò nell’aspirantato, il 2 luglio 1954 fu ammessa al postulato ad Araras e, dopo i due anni di noviziato a São Paulo, il 6 gennaio 1957 emise i primi voti.
Dopo la professione suor Odila fu responsabile della cucina a Lorena e poi a Cambé “Maria Auxiliadora”. Nel l969 iniziò la vita missionaria a Belém, nel 1975 passò a Rio Negro e lavorò a São Gabriel da Cachoeira, in seguito fu a Barcelos e di nuovo a Belém. Nel 1991, a motivo della salute, venne trasferita a Manaus. Era molto indebolita anche a motivo del cancro.
Ovunque fu assistente dell’oratorio e catechista, suoi campi di missione prediletti. I giovani, particolarmente i poveri, erano la sua porzione preferita. A Manaus, dove visse gli ultimi anni, si dedicò al Santuario Sagrado Coração de Jesus dove svolse il servizio di sacrestana.
Apostolica, comunicativa e fervorosa attraversava il ponte e andava a visitare i villaggi anche più lontani: Jacinto, Somag, Ajuricaba. Con i poveri di queste comunità, fondò un gruppo di giovani chiamato CAF e fu coordinatrice dei lavori di costruzione delle comunità residenti e della cappella “N. S. dos Navegantes”.
Leggiamo nei suoi appunti autobiografici: «Tra lo studio e il servizio, scelsi il servizio ai bambini e ai giovani. Ho preferito servirli pur con la mia povertà nella certezza che il Signore avrebbe supplito alla mia ignoranza».
Maycon Souza, uno dei ragazzi della catechesi, lasciò questa testimonianza: «Ricordo ancora bene che da bambino ho visto questa donna vestita di bianco, con velo sulla testa, sul petto una croce in mano un rosario e sul viso un leggero sorriso e la gioia di essere quello che era. Più di tutto mi impressionava quando la vedevo cantare: ...“Al cielo, al cielo, con mia Madre starò”. Con quel suo dire e con quel suo sorriso sembrava che stesse vedendo il cielo con gli angeli della corte celeste, Maria Ausiliatrice e il “Buon Dio”, come affettuosamente chiamava il Signore. Ho sempre creduto che lei li vedesse in quel momento. Per noi ragazzi, era una santa. La mia mamma mi diede la vita, suor Odila mi ha aiutato a crescere e ad approfondire la fede con la catechesi».
Un giorno nella preghiera, suor Odile scrisse su un’immaginetta: «Cristo Redentore e Madre mia Ausiliatrice, presto sarò con voi. Sono tutta vostra. Solo desidero che mi siate vicini per darmi forza e pazienza. Voglio che la mia vita sia un inno di adorazione e di amore nelle vostre sante mani. Amen».
Il giorno 10 marzo, dopo alcuni giorni da quando fu ricoverata nella sala di terapia intensiva, a motivo della polmonite e per insufficienza renale si donò totalmente al Signore con tanta serenità.
La fedeltà di suor Odila nei suoi 60 anni di FMA testimonia che la sua donazione al Signore fu incondizionata. L’Istituto, i familiari, le persone con le quali ha vissuto, per e con le quali ha lavorato e tutti i presenti sentono la nostalgia di lei, ma ringraziamo con gioia per la sua vita tutta donata nell’amore. Il Cielo sarà in festa, nel giardino salesiano c’è un nuovo fiore per il Signore. Siamo convinte che abbiamo una protettrice in più che intercede per l’Ispettoria “Santa Teresinha” e per tutta la Famiglia salesiana. Le chiediamo di ottenerci sante vocazioni.

L’Ispettrice
Suor Madalena Luiza Scaramussa