26 marzo 2017

Sr. Teresa Gedda (Macas - Ecuador)

Centenario della morte di Sr. Teresa Gedda nella Comunità Maria Ausiliatrice di Macas – Ecuador (24 marzo 2017)


25 marzo 2017

Primeira Expedição Missionária FMA (14 novembro 1877)

Suor Emilia PIEDRAHITA

Carissime sorelle, il giorno 20 marzo 2017, festa liturgica di San Giuseppe, dalla Casa “Santa Teresina” di São Paulo (Brasile) è stata accolta dal Padre nel Regno della beatitudine infinita la nostra cara sorella missionaria Suor Emilia PIEDRAHITA. Nata a Medellín (Colombia) il 5 marzo 1932. Professa a Acevedo (Colombia) il 5 agosto 1952. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “S. Caterina da Siena” - São Paulo.
Emilia, che al Battesimo ricevete anche il nome di Carmen, visse l’infanzia e l’adolescenza con la sorella Socorro e il fratello Domingo Paulino, circondata dall'affetto dei genitori e dei nonni. Nella sua famiglia l’affetto reciproco era vissuto come dono totale e sincero, aperto ai bisogni dei più poveri, e la gioia sgorgava dall’armonia e dalla bellezza del vivere insieme e, soprattutto, dalla certezza della presenza di Dio.
Frequentò il Collegio “Maria Ausiliatrice” nella sua città e fin dall'inizio sentì la chiamata alla vita missionaria come FMA. Il padre però non era d’accordo perché la considerava troppo giovane per fare una scelta così esigente ed anche perché non voleva perdere quella figlia tanto amata. Tuttavia lei all’età di 16 anni, fiduciosa della chiamata di Gesù, iniziò la formazione religiosa nella festa di S. Giuseppe il 19 marzo 1948. Il 31 gennaio 1950 fu ammessa al Postulato e poi al Noviziato a Acevedo. Nel confronto con la Parola di Dio e con le Costituzioni, Emilia comprese e assimilò le esigenze della sequela di Gesù Cristo e consolidò la sua vocazione missionaria "ad gentes". Il 5 agosto 1952 emise la Professione come FMA.
Nei primi anni fu insegnante e assistente nella casa di Barranquilla, nel Collegio “Maria Auxiliadora” e “S. Juan Bosco” di Medellín e a Concordia mentre continuava la sua formazione salesiana. Fece i voti perpetui il 5 agosto 1958.
Nei primi mesi del 1966, il suo sogno missionario si realizzò. Destinata a Manaus (Brasile), fu assistente nel Patronato “S. Terezinha" e nel Collegio “Maria Auxiliadora”. Nel 1971 passò ad Humaitá e poi a Belém. Nel 1974 fu trasferita all’Ispettoria di São Paolo, a Lorena, per studiare pedagogia nella Facoltà “Teresa d'Avila”. Conseguita la laurea nel 1977, restò in quella casa come insegnante fino al 1985.
Nella casa “Madonna della Strada” alla periferia di São Paolo si dedicò per un anno alla pastorale popolare, poi fu trasferita a Ribeirão Preto dove fu vicaria, insegnante e coordinatrice delle attività socio-educative. Svolse questi stessi incarichi a Guaratinguetá. Suor Emilia era missionaria di speranza e di gioia per tutti, ma come scrisse in risposta ad un questionario nel 1982 specialmente per i più poveri che erano i suoi prediletti.
Dal 1990 al 1992 fu assente dalla casa religiosa per assistere la mamma, poi lavorò fino al 2007 nella casa di S. José dos Campos come coordinatrice della pastorale dei minori dedita alla promozione integrale di bambini e adolescenti. Fu poi per tre anni vicaria a Lorena “S. Teresa”, consigliera e attiva nella pastorale a Santo André dal 2010 al 2016. In quest’ultima casa fu direttrice per un triennio (2013-2016).
Molte persone hanno ammirato la dedizione di suor Emilia, la sua competenza e il suo coinvolgimento come cittadina attiva e responsabile nella società. Era un’educatrice che sapeva ascoltare e comprendere con bontà e, allo stesso tempo, era ferma ed esigente.
In comunità la sua presenza era gentile, fine, discreta ma presente in ogni momento. Era una FMA dalla preghiera radicata nella Parola, nell'Eucaristia e nell’amore a Maria Ausiliatrice. Ha sempre manifestato una speciale devozione alla Beata Laura Vicuña alla quale affidava i bambini, gli adolescenti e le giovani.
Era molto affezionata alla sua famiglia, in particolare alla sorella Socorro, alla nipote Angela, al fratello e ai nipoti, che accompagnava con la preghiera e le visite.
Nei primi anni del 2000, suor Emilia venne colpita dal cancro, ma lo superò. Pochi mesi fa, la malattia tornò con maggiore forza, sorprendendola mentre era direttrice a Santo André. Rendendosi conto della gravità del male, nei primi mesi del 2017 chiese di essere trasferire nella Casa “Santa Teresinha” di São Paulo per avere migliore assistenza medica. Suor Emilia ha vissuto questo tempo di purificazione con docilità alla volontà del Padre e come dono di offerta per le vocazioni e per tutte le persone che si affidavano alla sua preghiera.
Cara suor Emilia, dal Cielo con Gesù e sua Madre, con don Bosco e madre Mazzarello continua ad essere missionaria ottenendo benedizioni e grazie da Dio sull’Ispettoria, sull’Istituto e sulla tua famiglia.
Riposa in pace.

L’Ispettrice
Suor Helena Gesser

Suor Genoveva GARCÍA ORTEGA

Carissime sorelle, il 20 marzo 2017, festa liturgica di S. Giuseppe, nel “Centro Diagnóstico y Medicina Avanzada y de Conferencias Medicas y Telemedicina” (CEDIMAT) a Santo Domingo (Rep. Dominicana), é stata chiamata dal Padre alla Pasqua eterna la nostra cara Suor Genoveva GARCÍA ORTEGA. Nata a Amozoc Puebla (Messico) il 13 maggio 1930. Professa a Coacalco (Messico) il 24 gennaio 1963. Appartenente all’Ispettoria Antillana “San Giuseppe”.
Genoveva nacque in una famiglia benedetta da Dio con cinque figli che, grazie alla buona educazione data dai genitori, respirarono un clima di fede e di valori umani. Frequentò la scuola commerciale, ed era già impiegata in ufficio quando, all’età di 29 anni, chiese di inziare il cammino formativo nella casa di México. Il 31 gennaio 1960 fu ammessa al postulato e visse il noviziato a Coacalco dove fece la professione religiosa il 24 gennaio 1963.
Nella Casa di México “Villa Spem” si dedicò inizialmente allo studio per conseguire l’abilitazione magistrale e per frequentare corsi di lingua spagnola e di matematica. Nella stessa casa fu segretaria fino al 1970. In quell’anno fu nominata direttrice della comunità di Zamora, servizio che svolse con senso di appartenenza e di responsabilità.
A Morelia fu per un anno segretaria della scuola e consigliera locale; dal 1974 al 1976 a Roma nella Casa Generalizia collaborò nell’Ufficio documentazione. Al tempo stesso frequentava corsi di archivistica. Tornata in patria, per due anni lavorò nel “Colegio Civilización” della città di México dando il suo aiuto nell’Economato ispettoriale.
Nel 1978 giunse nell’Ispettoria delle Antille come missionaria. Per i primi due anni fu nella casa di Barahona, da dove svolse un competente servizio di Segretaria del Vescovo. Espresse poi i suoi doni nelle case “Maria Immacolata” e “Maria Ausiliatrice” di Santo Domingo dove fu segretaria della scuola e aiutante nella Segreteria ispettoriale. Chi la conobbe attesta che suor Genoveva era «precisa e ben organizzata. Anche nella sua persona era sempre ordinata e dignitosa nel suo modo di essere».
Dal 1987 al 1996 fu chiamata a lavorare come segretaria della Conferenza Dominicana dei Religiosi (CONDOR) e in seguito per un anno nella casa “María Auxiliadora” di Santurce (Puerto Rico) collaborò nell’economato e nella segreteria della scuola. Nel 1997 a Roma, nella Casa “S. Cuore”, si dedicò a varie attività comunitarie e in modo speciale all’accoglienza delle sorelle del “Progetto Mornese” fino al 2010, compito che svolgeva con dedizione e vera gioia. Tornata nell’Ispettoria Antillana, fu telefonista nella casa “Madre Ersilia Crugnola” di Santo Domingo fino al 2015, poi restò in risposo. Suor Genoveva è ricordata «per le sue doti, specialmente per il suo senso di appartenenza all’Istituto, la rettitudine e generosità nel dono a chiunque avesse bisogno del suo aiuto. Amava molto le sue exallieve e loro le esprimevano gratitudine e affettuose visite».
Verso la fine della vita il carattere di suor Genoveva divenne piuttosto forte e taciturno. Manifestava poco quello che sentiva e anche nella relazione con le consorelle era riservata e discreta. Venne tuttavia sempre circondata di affetto e di apprezzamento per quello che donava alla comunità. Il 12 marzo fu ricoverata all’Ospedale a motivo di una grave polmonite e varie altre complicazioni e il 20 marzo, S. Giuseppe la introdusse serenamente nel Regno dei Cieli. I suoi nipoti scrivono: «Tu ci lasci, ma tu entri nella Casa del Padre, al quale ti sei consacrata per tutta la vita, anima e corpo, in un dono totale. Ora non soffri più e sei immersa nella pace e nella gioia di Dio per sempre».
Cara suor Genoveva, ti ringraziamo per i tuoi 55 anni di vita religiosa. Tu hai tanto amato il Signore ed Egli ora nella sua grande misericordia ti accoglie nella beatitudine eterna. Con il tuo cuore missionario intercedi per i bisogni della Chiesa e per tutte noi perché siamo creative ed audaci nell’evangelizzazione. La Pace di Gesù Risorto sia la tua pace eterna! 

L’Ispettrice
Suor Basilia Ramírez

21 marzo 2017

Suor Odila PIRES DE LIMA

Carissime sorelle, il 10 marzo 2017, dalla casa “Maria Maddalena Mazzone” di Manaus (Brasile), il Signore ha chiamato alla pace eterna la nostra cara Suor Odila PIRES DE LIMA. Nata a Cunha - SP (Brasile) il 14 gennaio 1932. Professa a São Paulo il 6 gennaio 1957. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “S. Teresinha” – Manaus.
Odila era la quarta di sei figli di una famiglia cristiana che ha dato alla Chiesa e all’Istituto FMA due figlie: Odila e Ana. La mamma morì alla nascita dell’ultimo figlio. Dopo alcuni anni il padre passò a seconde nozze e iscrisse le due figlie al “Patronato N. S. de Lourdes” diretto dalle FMA di Guaratinguetá. Ana e Odila in quell’ambiente pervaso dallo spirito di famiglia sentirono la chiamata del Signore.
Nel 1953 Odila entrò nell’aspirantato, il 2 luglio 1954 fu ammessa al postulato ad Araras e, dopo i due anni di noviziato a São Paulo, il 6 gennaio 1957 emise i primi voti.
Dopo la professione suor Odila fu responsabile della cucina a Lorena e poi a Cambé “Maria Auxiliadora”. Nel l969 iniziò la vita missionaria a Belém, nel 1975 passò a Rio Negro e lavorò a São Gabriel da Cachoeira, in seguito fu a Barcelos e di nuovo a Belém. Nel 1991, a motivo della salute, venne trasferita a Manaus. Era molto indebolita anche a motivo del cancro.
Ovunque fu assistente dell’oratorio e catechista, suoi campi di missione prediletti. I giovani, particolarmente i poveri, erano la sua porzione preferita. A Manaus, dove visse gli ultimi anni, si dedicò al Santuario Sagrado Coração de Jesus dove svolse il servizio di sacrestana.
Apostolica, comunicativa e fervorosa attraversava il ponte e andava a visitare i villaggi anche più lontani: Jacinto, Somag, Ajuricaba. Con i poveri di queste comunità, fondò un gruppo di giovani chiamato CAF e fu coordinatrice dei lavori di costruzione delle comunità residenti e della cappella “N. S. dos Navegantes”.
Leggiamo nei suoi appunti autobiografici: «Tra lo studio e il servizio, scelsi il servizio ai bambini e ai giovani. Ho preferito servirli pur con la mia povertà nella certezza che il Signore avrebbe supplito alla mia ignoranza».
Maycon Souza, uno dei ragazzi della catechesi, lasciò questa testimonianza: «Ricordo ancora bene che da bambino ho visto questa donna vestita di bianco, con velo sulla testa, sul petto una croce in mano un rosario e sul viso un leggero sorriso e la gioia di essere quello che era. Più di tutto mi impressionava quando la vedevo cantare: ...“Al cielo, al cielo, con mia Madre starò”. Con quel suo dire e con quel suo sorriso sembrava che stesse vedendo il cielo con gli angeli della corte celeste, Maria Ausiliatrice e il “Buon Dio”, come affettuosamente chiamava il Signore. Ho sempre creduto che lei li vedesse in quel momento. Per noi ragazzi, era una santa. La mia mamma mi diede la vita, suor Odila mi ha aiutato a crescere e ad approfondire la fede con la catechesi».
Un giorno nella preghiera, suor Odile scrisse su un’immaginetta: «Cristo Redentore e Madre mia Ausiliatrice, presto sarò con voi. Sono tutta vostra. Solo desidero che mi siate vicini per darmi forza e pazienza. Voglio che la mia vita sia un inno di adorazione e di amore nelle vostre sante mani. Amen».
Il giorno 10 marzo, dopo alcuni giorni da quando fu ricoverata nella sala di terapia intensiva, a motivo della polmonite e per insufficienza renale si donò totalmente al Signore con tanta serenità.
La fedeltà di suor Odila nei suoi 60 anni di FMA testimonia che la sua donazione al Signore fu incondizionata. L’Istituto, i familiari, le persone con le quali ha vissuto, per e con le quali ha lavorato e tutti i presenti sentono la nostalgia di lei, ma ringraziamo con gioia per la sua vita tutta donata nell’amore. Il Cielo sarà in festa, nel giardino salesiano c’è un nuovo fiore per il Signore. Siamo convinte che abbiamo una protettrice in più che intercede per l’Ispettoria “Santa Teresinha” e per tutta la Famiglia salesiana. Le chiediamo di ottenerci sante vocazioni.

L’Ispettrice
Suor Madalena Luiza Scaramussa

18 marzo 2017

Misiones HMA ABB – Inspectoría San Francisco Javier

Del 3 al 29 de Enero de 2017 se realizaron en nuestra Inspectoría, las misiones de verano, llevadas adelante por 10 grupos de misioneros de nuestra familia salesiana. El cronograma fue el siguiente: Del 3 al 11, Misión en Pilolil (Neuquén); del 4 al 6, Misión en Atreuco (Nqn.); del 4 al 16, Misión en Aucapán (Nqn.);  del 7 al 15, Valcheta (Chubut); del 9 al 14, Misión en Carrilil (Nqn.);  del 14 al 22, Misión en Trailatué (Nqn.);  del 16 al 23, Misión en Bajada del Diablo (Chubut);  del 16 al 20, Misión SSCC en Junín de los Andes (Nqn.); del 20 al 27, Misión en Chacay Oeste (Chubut) ; del 22 al 29, Misión en Ruca Choroi (Nqn.).


Es con mucha alegría que compartimos este gran movimiento misionero, así como la gran variedad de grupos de nuestra familia salesiana, que se suman y participan de las experiencias y servicios misioneros:

La misión en Aucupán que estuvo acompañada por dos grupos: uno que llegó desde La Boca, en Buenos Aires, y otro conformado por los animadores del Oratorio de Junín de los Andes, Neuquén. Esta experiencia fue acompañada también por una chica de San Justo y un voluntario SDB. Fue el segundo año de misión en el lugar, esta vez el tema que se compartió, siguiendo el itinerario misionero fue el tema de la “Comunidad”, bajo el lema, “Jesús nos reúne.” Se realizaron visitas a las casas, oratorio, encuentros con jóvenes (que contó con mucha participación), y como la Epifanía fue en esos días, también se hizo la representación del pesebre con la llegada de los Reyes, ¡de a caballo y todo! El cierre se hizo con un encuentro familiar, donde no faltó el asado, ni los juegos camperos.

La misión en Carrilil fue acompañada por el grupo del voluntariado Vides, conformado por jóvenes de Bahía Blanca. Las hermanas de la Casa Misión “Ragni Wuenu Ñuke” ofrecieron el lugar para que pueda alojarse el grupo, y también el traslado hasta el lugar, ya que distaba a unos 8 km., distancia que se recorría cada día para realizar las visitas. La acogida fue muy linda por parte de todos, y se recibió con mucha alegría la vuelta de las misiones al lugar (durante algún tiempo no hubo misiones allí), ya que en octubre un grupo de jóvenes de Junín de los Andes, acompañado por una hermana, los habían visitado; manifestando gran reconocimiento por las hermanas de Ruca, que durante muchos años estuvieron acompañándolos. El lema que acompañó, las visitas y el encuentro con las familias, fue “Dios es familia”, compartiendo La Palabra, una bendición u oración en cada casa.  Al concluir el día, los voluntarios llevaban adelante un programa de radio, donde se sucedían los mensajes, alguna reflexión, cantos, y saludos. El cierre de la misión se realizó con una misa y bautismo, en el salón comunitario de Carrilil, a la que siguieron una merienda, juegos y sorteos. 

Misión Bajada del Diablo
El grupo misionero Ceferino de la Comunidad Ángela Vallese, de Trelew, visitó las zonas de Bajada del Diablo, El Puntudo, Bajada Moreno y Mirasol Chico. Desde hace cinco años el grupo recorrre estos caminos visitando alrededor de 25 pobladores. Este año el grupo se trasladó en dos vehículos lo que facilitó y agilizó las visitas. Cada día se visitaban dos o tres casas, aunque había un itinerario armado, donde la noche llegaba allí se dormía (en las casas o en las carpas que siempre llevan!). Este año se inició con las fichas propuestas para los grupos misioneros. Se compartía La Palabra, una oración y celebraciones. La acogida en todas las casas fue muy cariñosa, sobre todo porque los recorridos son muy grandes para llegar a las familias, o casas donde muchas veces vive sólo una persona. La gratitud de cada uno de ellos “cuidadores de la tierra”, y el encuentro con la soledad de la meseta, y las políticas gubernamentales que toman decisiones sin considerar a las personas de estos lugares, cuestionan e interpelan fuertemente el servicio.

Misión SSCC
De gran significatividad ha sido también la misión de Junín de los Andes, donde los Salesianos Cooperadores han llevado adelante por segundo año consecutivo su misión, encuadrada en un proyecto trienal dirigido a SSCC de distintos grupos, en un servicio de verano. La misión se realizó en el Barrio de las 101 Viviendas, participaron 12 cooperadores (4 de Bahía Blanca, 1 de Trelew, 4 de Cipolletti, 1 de Neuquén, 1 de Chos Malal, y un joven del MJS de Cipolletti, hijo de una SSCC), además de la presencia del Delegado Inspectorial de los SSCC, P. Guillermo Tanos. Se unieron en la ciudad dos jóvenes formoseñas del Grupo Mallín, que compartieron las actividades propuestas. Todos los Centros de la Provincia de los SSCC contribuyeron con aportes económicos, y quienes no pudieron asistir acompañaron con oraciones. Cada mañana inició un con un momento de oración grupal, a lo que seguían las compras para la comida del día, y la organización de las actividades para la tarde y su merienda.  En las mañanas también hubo tiempo para realizar algunas visitas a los lugares significativos para la Familia Salesiana: visita guiada al Santuario de la Virgen de las Nieves y Laura Vicuña, al Via Christi, ambas acompañadas por las Hnas. Yolanda Silva y Elda Scalco; visita a San Ignacio, con el padre párroco de Junín de los Andes, teniendo un momento de oración en la Capilla dedicada a Ceferino, y visitando el cerro sagrado de los mapuches del lugar, como así también la tumba de la mamá de Ceferino, concluyendo en la capilla que era punto de apoyo de los viajes misioneros del P. Mateos.  La visita al barrio se vió enmarcada en la alegría del reencuentro, al ver que en verdad se cumplía la promesa de regresar. Se retomaron los lazos con las familias, hubo presentación de nuevos misioneros. Se realizaron oratorios con talleres de manualidades; con las mamás talleres de huerta familiar, gimnasia, cerámica fría, entre otras cosas. Cada día concluía con la merienda, que se realizaba al aire libre, ya que no hay salones cerrados. El cierre se hizo con una misa, donde se bautizó a uno de los chicos del oratorio, y a la que siguió un festejo con choripanes, torta y regalitos. En el grupo se destacó en todo momento el clima de familia, colaboración, alegría y entusiasmo, como la adaptación la realidad misionera, siendo un tiempo de profundización de la espiritualidad salesiana.

Misión Atreuco
La misión de Atreuco, acompañada por una hermana salesiana, y animada por el grupo de jóvenes misioneros también visitó familias en Atreuco Arriba y Atreuco Abajo, durante esos días se sucedieron momentos de oración, juegos y celebraciones. En esta misión estuvo presente también un voluntario del Vides Internacional que realizó su servicio mensual en la ciudad de Junín de los Andes, durante el mes de enero.

Misión Valcheta
La misión en Valcheta se realizó en el Barrio de la Capilla Medalla Milagrosa, participaron dos Hijas de María Auxiliadora, y ocho jóvenes del Grupo Juvenil de Valcheta, animados por el P. Eric Izabayo, de la Congregación “Misioneros de los Sagrados Corazones”. Se visitaron cuarenta familias de la comunidad, en su mayoría evangélicos, pero que acogieron muy bien a los misioneros, ya que en su mayoría habían sido católicos. Las pocas familias católicas no son practicantes, viven su fe devocional, pero pocas veces van a misa. Cada día a las 9 hs., se iniciaba el encuentro en la casa-que las hermanas poseen para gente que está de paso-, donde se congregaban los jóvenes para compartir un largo rato de oración, acompañados de mate y escucha de La Palabra que se elegía en base al calendario que  el P. Obispo Esteban Laxague prepara cada año para la gente que se visita.  También se compartía la Carta del Papa “Laudato sii”, algo que movilizó a los jóvenes.  En dos grupos se visitaba a las familias, donde no faltaba el mate, ni la oración compartida, se celebraba La Palabra, se hacían bendiciones a las casas y personas.  Sobre el mediodía se regresaba a la casa, a razón del calor imperante, y se retomaban las actividades sobre las 17 hs., hasta las 20 hs. en que se concluía el día con la Eucaristía. El día 15 de enero, el P. Obispo celebró misa por todos los grupos misioneros, aunque varios ya había regresado a sus hogares, hubo tiempo para compartir con los misioneros que había hecho su misión en Sierra Pailemán, en la Agüada Cecilio, en Paja Alta, y en Arroyo Salado. El cierre de la misión se hizo con un rico almuerzo al que se unieron 10 seminaristas de los “Misioneros de los Sagrados Corazones”, que el mes siguiente misionarían los parajes que éste grupo no llegó a visitar.  Para todos fue un tiempo de paz y alegría, con un buen clima de reflexión, oración y silencio respetuoso en escucha.  El grupo recibió la bendición de los hermanos evangélicos, y agradecieron la presencia, y para el grupo el ser presencia que promueve el diálogo, la paz y el encuentro.
Una particularidad que se dio fue que el grupo misionero no era el que habitualmente acompaña la Hna. Cristina Carrizo, ya que el grupo de jóvenes de Conesa (de donde son las hermanas salesianas), por diversos motivos no pudieron organizarse para asistir a la misión; sino que fue un grupo que acompaña el P. Erik y que era del lugar mismo de la misión. Todo fue providencial.












Suor Elena BERETTI

Carissime sorelle, all’alba del 2 marzo 2017, nella Casa “Santa Teresinha” di São Paulo (Brasile), dopo 70 anni di vita consacrata salesiana, il Signore ha chiamato al premio eterno la nostra cara Suor Elena Beretti. Nata a Berlingo (Brescia) il 21 ottobre 1920. Professa a Casanova di Carmagnola (Torino) il 5 agosto 1946. Appartenente all’Ispettoria Brasiliana “S. Caterina da Siena” - São Paulo.
Elena nacque in una famiglia di agricoltori. I genitori seppero educare i loro cinque figli, tre fratelli e due sorelle, all’onestà e all’amore al lavoro, alla fede e nel Signore e nella Madonna. Elena fu sempre molto affezionata alla sorellina Annetta, di undici anni minore di lei.
Frequentò la scuola elementare del suo paese e poi lavorò in un maglificio. Frequentava la Parrocchia e il parroco fu il suo direttore spirituale. All’età di 22 anni, decise di consacrarsi al Signore. Così lasciò scritto il parroco nella lettera di presentazione all’Ispettrice:“Confermo che la mia parrocchiana Elena Beretti, ha sempre condotto una vita illibata ed esemplare. È un vero tesoro della mia parrocchia che perde una vera apostola. Ho la certezza che avrà una buona riuscita perché ha affrontato dure prove. Costateranno la bontà del suo cuore. Devo riconoscere che faccio un grande dono al loro caro Istituto. È povera, ma preziosa”. Oggi, dopo 74 anni, possiamo dire che quel parroco aveva ragione.
Nel 1943, fu ammessa come aspirante nella casa di Castelnuovo Nigra e il 31 gennaio 1944 iniziò il Postulato ad Arignano (Torino). Visse gli anni del Noviziato a Casanova dove imparò ad essere una vera FMA nello spirito di don Bosco e di madre Mazzarello, a trovare nell’Eucaristia la forza per un cammino di fedeltà, ad amare Maria Ausiliatrice e ad essere segno credibile dell’amore di Dio per i giovani. Il 5 agosto 1946 emise i primi voti.
Il 9 novembre dello stesso anno, partì come missionaria e giunse a São Paulo (Brasile). Il 5 agosto 1952, nel Collegio “Santa Inês” emise i voti perpetui e, sull’esempio di madre Mazzarello, si offrì totalmente al Signore per sempre.
Suor Elena lavorò come responsabile della lavanderia, guardarobiera, portinaia, sarta e assistente quasi sempre nelle case di São Paulo: “Maria Auxiliadora”, “N. S. das Graças, “Instituto Anjo da Guarda”, “Santa Inês”, Casa Ispettoriale e casa “Santa Teresinha”. Nel 1975 fu sarta nell’”Instituto N. S. do Carmo” di Guaratinguetá e nel 1978 nell’”Instituto São José” di São José dos Campos.
Quando fece parte della comunità del Noviziato, seppe farsi giovane con le giovani novizie partecipando con loro alle ricreazioni e alle feste e aiutandole con il suo esempio a scegliere sempre e dovunque il Signore. Quante volte, in lavanderia o nel cucito, pregava la bella giaculatoria e la insegnava alle novizie: “Tutto per Voi, mio buon Gesù, mio bene immenso, quanto faccio, soffro, dico e penso. Tutto e solo per amore e gloria vostra, Gesù mio. Cara Madre, guardateci sempre dal peccato. Gesù e Maria fate che ogni istante di questo giorno sia un atto d’amore per Voi. Così sia”.
Con brevi pennellate possiamo tracciare così il ritratto di suor Elena: donna consacrata e fedele alla promessa di essere tutta di Dio; molto devota di Maria Ausiliatrice; generosa, povera, allegra, disponibile, sempre presente e puntuale alla preghiera e agli incontri comunitari, fraterna e sacrificata.
Suor Elena fu una missionaria che nella semplicità del suo servizio in lavanderia, nel cucito, in portineria, nel guardaroba, cercò incessantemente il Signore e lo annunciava con la gioia di chi ha posto in Lui la vera speranza. All’alba del 2 marzo, il Signore rispose alla giaculatoria che in questi ultimi tempi ripeteva costantemente: “O Gesù, mio sposo, vieni a prendermi”.
Preghiamo per il suo eterno riposo e lei interceda e ottenga sante vocazioni alla Chiesa, all’Istituto e alla nostra Ispettoria.

L’Ispettrice
Suor Helena Gesser

Martirologio Giornata in memoria dei Missionari Martiri _ 2017



L'animatore Missionario _ Giornata in memoria dei Missionari Martiri 2017

Veglia Missionaria_Giornata in memoria dei Missionari Martiri 2017